Long Way East

17 viaggiatori e 11 robuste moto BMW per un avventuroso viaggio verso Est battezzato Long Way East che attraversa Grecia, Turchia, Iran, Turkmenistan e Uzbekistan; tecnologie GPS per mostrare su questo sito i progressi giornalieri del viaggio e i commenti dei partecipanti. I motori si sono accesi ad Asti il 17 aprile 2008 e hanno rombato fino al 2 maggio a Taskent in Uzbekistan. Su questo sito abbiamo seguito giorno per giorno il gruppo di avventurosi con le loro BMW e al loro ritorno abbiamo inserito le loro foto di viaggio.

Durante il viaggio abbiamo avuto circa 500 visitatori fra amici, parenti, colleghi e curiosi che hanno virtualmente viaggiato sul sellino posteriore delle loro BMW.

E' ora possibile scaricare una proiezione delle migliori foto fatte durante il viaggio (250 foto compresse su 37Mb) e anche uno Screen Saver di visi turkmeni (10Mb) da far girare sul proprio PC.

Qui sotto ci sono i Commenti e il Diario Giornaliero di Viaggio compilato con gli sms arrivati al sito durante il viaggio.

Il dettagliato racconto di Carlo

22 aprile 2008, martedì. TUTTI A TEHRAN.
Sono quasi le cinque e mezza del pomeriggio quando il gruppo dei motociclisti entra nella sterminata capitale della Repubblica Islamica dell'Iran. Li accogliamo, Bernard ed io, con i nostri inseparabili Nazi e Mahmoud, su un lato della spianata che ospita il grande Arco Trionfale - la Torre Azadi -, porta di ingresso della città, tra la curiosità della gente, che non è solita vedere moto di tale cilindrata sulle proprie, trafficatissime, strade.
[...]

23 aprile, mercoledì. VERSO MASHHAD.
La sveglia di buon mattino è il preludio ad una tappa lunghissima - alla fine saranno 930 chilometri - che inizia con l'uscita da Teheran: un incubo!
[...]

24 aprile, giovedì. MASHHAD.
In questa che è la città santa per gli sciiti, oggi facciamo i turisti, con l'organizzazione di Nazi e Mahmoud, che ci fanno trovare un bus a disposizione, quando, intorno alle 10, rinfrancati da un sonno ristoratore, siamo pronti a visitare Mashhad.
[...]

25 aprile, venerdì. DALL'IRAN AL TURKMENISTAN.
Con l'avvicinarsi della frontiera si fanno più frequenti i posti di blocco, senza peraltro incontrare grossi ostacoli, finché, in un grosso paesone, appena imboccata la strada che ci porta a Bajgiran, valico verso il Turkmenistan, ci fermano e ci trattengono - in un'area per picnic, per motivi di sicurezza, ci dicono - , in attesa di poter disporre di un documento più leggibile di quello in nostro possesso.
[...]

26 aprile, sabato. I DUBBI DI ASHGABAT.
La luce del giorno ci mostra Ashgabat, che significa città dell'amore, nella sua magnificenza. Palazzi in marmo bianco con i tetti rossicci e le minuscole finestrelle sembrano costruite con mattoncini Lego, gli edifici pubblici, anch'essi in marmo bianco, sono dotati di ampi colonnati e di cupole dorate, fontane zampillano ad ogni angolo, statue dorate del defunto presidente Niyazov - un megalomane tra le cui opere va ricordato il cambio dei nome di giorni e mesi del calendario in nomi di membri della sua famiglia e dell'epica turkmena - e statue bronzee a rappresentare antichi guerrieri .
[...]

27 aprile, domenica. DESERTO DEL KARAKUM.
La giornata inizia all'alba, alle 5,45 usciamo da Ashgabat per affrontare il grosso punto interrogativo del deserto del Karakum: ce la faremo ad attraversare i quasi seicento chilometri che ci separano dalla frontiera con l'Uzbekistan, alla quale dobbiamo arrivare prima che chiuda, alle sei di sera?
[...]

28 aprile, lunedì. KHIVA.
La notte ha suggerito ad alcuni del gruppo di mantener fede al programma iniziale, che prevedeva per oggi una puntata verso quel che resta del mar d'Aral, un tempo quarto lago più vasto della terra e fonte di benessere per la regione, ora ridotto nelle sue dimensioni da una dissennata pianificazione che i sovietici imposero negli anni '60-'80, per favorire la produzione di cotone.
[...]

29 aprile, martedì. A BUKHARA.
E' stato deciso, disattendendo i suggerimenti della guida, di partire intorno alle dieci, quindi ne approfitto per un breve ulteriore giro per la città, che a quest'ora è pressoché deserta.
[...]

30 aprile, mercoledì. ACQUISTI E INCONTRI A BUKHARA.
Bukhara è, al pari di Khiva e di Samarcanda, tra i siti che l'Unesco ha dichiarato Patrimonio Mondiale.
Vecchia di duemila anni, ha mantenuto quasi intatto il tessuto urbano, all'interno del quale moschee e madrasse, minareti e mausolei convivono con le abitazioni private e le strutture alberghiere.
[...]

1 maggio, giovedì. SAMARCANDA!
Nella notte un incendio in una vicina banca non disturba il sonno, alle sette e mezza siamo pronti a partire, la meta agognata è prossima.
Qualche chilometro fuori Bukhara raggiungiamo il nostro eroe, il ciclista georgiano, alle prese con raffiche di vento che ne rallentano l'andatura e accentuano la fatica; ci fermiamo, le ultime foto con lui e poi il definitivo congedo, pacche sulle spalle e un briciolo di invidia.
[...]

2 maggio, venerdì. ADDIO A SAMARCANDA!
La mattinata è dedicata a vedere le ultime bellezze della città, la moschea di Bibi Khanym, la moglie di Tamerlano, al cui atteggiamento sconveniente - un bacio su una guancia ricevuto da un uomo diverso dal marito - si deve, secondo la leggenda, l'imposizione del velo nel mondo islamico. Tra parentesi, si dice che la sorte dell'uomo protagonista della vicenda galeotta fu ben peggiore: pagò la sua sfrontatezza con la vita.
[...]

3 maggio, sabato. FINE!
E' l'ultimo giorno in Uzbekistan, si formano due gruppi, i guidatori si occupano delle moto, che verranno portate in aeroporto, Bernard ed io, in compagnia delle signore, ci dedichiamo alla visita della città.
[...]

Carlo ha descritto anche un bel tragitto nei grandi parchi della Tanzania.

DIARIO DI VIAGGIO COLLETTIVO (Gli SMS giornalieri)

17 aprile 2008
Oggi si parte e diamo aria hai nostri Boxer. E' tutto pronto: visti, prenotazioni alberghiere, traghetto, bagagli ed aereo per il ritorno.
[...]

18 aprile 2008
- 18,04: Alessandropoli: Percorsi km 670. La Grecia è veramente larga, non finiva mai... Siamo a pochi km dalla Turchia, domani attraverseremo il ponte sul sul Bosforo, entreremo in Asia e sarà tutta un'altra storia. (Pippo)
[...]

19 aprile 2008
- 09,12: Siamo al confine Turco con qualche problemino tecnico. (Pippo)
[...]

20 aprile 2008
- 21,00: Giornata splendida, partiti da Ankara abbiamo fatto 868 Km quasi tutti di strada normale ma bella, viaggiando in buona parte su un altopiano con quote tra 1.100 e 2.200 m.
[...]

21 aprile 2008
- 22,00: Finalmente arrivati al confine iraniano.
[...]

23 aprile 2008
Oggi gita scolastica da 930 km tra Teheran e Mashhad.
[...]

24 aprile 2008
Oggi i bolidi hanno riposato e anche i nostri sederi.
[...]

25 aprile 2008
Pomeriggio: Trasferimento Mashhad-Asghabad dopo 6 ore di dogana per entrare in Turkmenistan; l'ingresso in città ci cattura come se vivessimo una fiaba.
[...]

26 aprile 2008
Meraviglia, stupore, molta pulizia! Forse ... pazzia! Impossibile spiegare, bisogna vivere Ashgabat!
[...]

27 aprile 2008
Magnifici, fantastici 500 km di strada impossibile.
[...]

28 aprile 2008
Sera: tutto OK, dopo 560 km di deserto siamo finalmente arrivati a Nukus, città fantasma (che schifo) poi lago d'Aral
[...]

29 aprile 2008
Mattina: visita della città di Khiva, un bellissimo museo a cielo aperto. Da perdersi nelle fotografie.
[...]

30 aprile 2008
Oggi è stata una giornata un po' complicata. Iniziata nella bellissima Khiva con vestigia storiche molto interessanti, partiti alle 10 per Bukhara, e con 'soli' 450 km da fare saremmo dovuti giungere alle 16.
[...]

2 maggio 2008
Oggi visita a Samarcanda: molto bella ma anche molto piena di turisti.
[...]

3 maggio 2008
Mattino: Taskent - stiamo preparando le moto in aeroporto per la spedizione a casa.
[...]



COMMENTI DI VIAGGIO

Impressions about a great motorcycle trip to Central Asia. (By Ricardo Lugris)
It was, no doubt, one of the most psychologically and physically demanding motorcycle trips I ever made. At the same time, surprisingly, one of the most intense and fascinating.
One of the places that impressed me the most, was Iran where we have been for 4 days. A sweet, warm and hospitable people who is enduring, sometimes without realizing it, from a hard and oppressive regime which uses religion as an instrument of domination and opium.

Another extraordinary place is Turkmenistan. With 80% of its territory covered by deserts and half of the world natural gas reserves, the recently deceased dictator has made construct a completely new capital, Ashgabat. A mix between Las Vegas and Disneyland, completely mad!!! Palaces all over the place completely covered by white marble with golden statues of him that turn following the movement of earth to be always facing the sun. This guy was so creative that he changed all the names of the calendar months and for the month of April he gave the name of his mother....
In Turkmenistan we crossed the Karakum desert, one of the world driest and hottest. We faced 550 km of distance in one day where we have taken 3.5 hs to ride the first 300 km and 12 hs to ride the remaining 250!!! The road had simply disappeared, the desert took over.
In one of these places where the sand invaded the road, I was taken by surprise. Standing up in the bike at about 70km/h as the surface was quite hard the sand made me slide and both GS and myself were sent flying. More spectacular than dangerous, we both landed in the sand with no damage for motorcycle or owner. From the 11 bikes, 7 have been dropped that day, without any harm to anyone.

We have had a lot of problems with the Iranian Police as the biggest bike riding there is the Honda CG 125 so, no motorcycles allowed in highways. Besides, we would be noisy and called a lot the attention, something unacceptable on a country where the mood must be sober and discreet.

In Turkmenistan the police has controlled our movements since the first until the last moment. Literally up to the barrier of the border. Kind and helpful, they were there all the time.

Uzbekstan was very funny about the police: they would stop us just to enjoy the big bikes; they would happily take fotos and take our time as well.
The border crossings were painful and time consuming. Often more than 6 hs. These are hermetic borders. People here does not usually cross to visit the other country. Good policy is always talk bad about the neighbour. Only mad guys like us would cross to the other side, frequently at the very last minute as the long sectors would bring us there only at the end of the day.

At this stage, you should clearly be asking yourself why then travelling in those places? When Sir Hillary was asked why he wanted to climb the Everest, his answer was: Because it is there. These countries with unique millenary cultures have been the path of mongols, turks, chineses, greeks, persians, russians, etc. All of them, somehow have left their traces:
- how not be touched by the magnificent view of the Mount Ararat with his snowed cap at 5000 m.?
- how feel indifferent to the desolated beauty of hundreds of km of deserts where the only living things where placid camels, turtles and motorcyclists on the road;
- how not feel touched by the 2500 years of Khiva, or the 2760 years of Samarkand?
- how do not feel the presence of Alexander the Great and Charles Magne that travelled these same roads?
- not to mention the smiles and happiness of adults and children greeting us everywhere we passed.

Be sure, all the 8000 km were enjoyed meter by meter. The 11 beamers (BMW) had had a great reliable performance. The team of expert bikers was united, cordial and very good company during all the days we have been together. Friendship ties are forever established. Surely, a journey to remember.

Today, we are in Tashkent, our final destination, preparing the motorcycles to be sent home by plane. The ambience of the group is a bit nostalgic, I am sure that any one of us, having the time available, would gladly ride back home but, of course, using a different itinerary. There is always a lot more to see.
Thanks to all for the opportunity. I am a happy man today and up to the next motorcycle trip. (Ricardo Lugris

Retour à l'Ouest ! (Bernard)
[...]

Ritorno dal viaggio. (Rosy)
[...]

Ricordi di viaggio. (Albano)
[...]

Commento di Claudio
[...]

Commento di Mago e Fata
[...]

Comentarios sobre a viagem à Asia Central. (Ricardo Lugris)
Foi, sem divida, uma das viagens mais exigentes psicologicamente e fisicamente que ja fiz.
Ao mesmo tempo, foi uma das mais fascinantes e intensas.
Um dos lugares que mais me impressionaram e onde estivemos 4 dias, foi o Iran. Um povo amavel e acolhedor que esta sofrendo, muitas vezes sem se dar conta, com um regime opressivo que utiliza a religiao como instrumento de dominacao e opio....
Outo lugar extraordinario, é o Turkmenistao, com 80% de seu territorio em deserto e com metade das reservas mundiais de gas, seu ditador fez construir a capital, Asghabat em meio à nada, um misto de Las Vegas c/ Disneylandia, uma loucura! Palacios e palacios em marmore. Estatuas dele em ouro que giram seguindo o movimento da terra, sempre orientados para o sol.
No Turkmenistan cruzamos o deserto Karakoum, um dos mais quentes do mundo.
Forram 550 km onde os 300 primeiros, percorremos em 3,5 hs e os 250 restantes, em 12 hs!
A estrada simplesmente acabou, o deserto tomou conta.
Foi num desses lugares, onde a areia invadia a estrada (ou o que restava dela) que eu fui pego de surpresa com uma grande lingua de areia sobre a estrada diante de mim e fui ao chao. Estava em pé em função da ma superficie da estrada, a uns 70 km/h.
A moto derrapou e eu fui lançado a uma boa distancia. Fortunadamente, tanto eu quanto a moto aterrizamos na areia. Sem dano para nenhom dos dois. A queda foi mais espetacular do que perigosa.
Das 11 motos, so duas não foram ao chao ao longo da travessia do Karakoum.
Tivemos muito problema com a policia no Iran. A maior moto que circula no pais é a nossa bem conhecida Honda CG 125, portanto, motos não sao permitidas em autoestradas. Alem do mais, somos um grupo grande que chama a atencao, algo considerado inadmissivel nesse regime de costumes medievais.
No Turkmenistan, um dos paises, junto com a Coreia do Norte de maior controle e repressao, fomos sempre seguidos, ou precedidos de uma viatura de policia. Gentis, porem, presentes.
As passagens em fronteira foram loingas e trabalhosas. Não sao paises que se relacionam. Sao fronteiras hermeticas que só malucos, como nos, ousam atravessar.
Melhoravamos um pouco o tempo molhando a mao dos agentes com 'verdinhas'.
Nesta altura voces devem estar se perguntando: Qual a razao de ir, entao, para esses lugares?
Quando perguntaram a Sir Hillary por que ele tinha escalado o Evereste, ele disse? Porque estava ali.
Estes paises dao donos de culturas unicas, milenaters. Nada substitui a emoçao de chegar diante do monte Ararat, na fronteira entre a Turquia e a Armenia, seus 5000 metros nevados, onde Noé teria atracado sua arca apos o diluvio....
Nada é comparavel aos 2500 anos da cidade de Khiva. Os 2760 anos de Samarkand.
Nada substitui a hospitalidade e alegria com que somos recebidos onde quer que chegamos.
A beleza selvagem e desolada do deserto. O misterio e a sabedoria nas Mesquitas.
A beleza na mistura milenar de raças, turcos, russos, mongois, chineses, persas, todos cruzaram estas paragens.
Percorremos estradas que foram muito antes percorridas por Alexandre o Grande e Carlos Magno.
Os 8000 km desta viagem foram apreciados e vividos a cada metro.
As 11 BMW portaram-se bem e o grupo de companheiros, sempre com o melhir espirito de equipe e solidariedade fez deste percurso uma grande viagem a recordar.
Hoje estamos em Tashkent, capital do Uzbekistan onde terminamos nosso periplo.
Estamos preparando as motos para leva-las ao aeroporto onde esperamos embarca-las de volta para casa.
Pelo ambiente de nostalgia no grupo, posso afirmar, em meu nome e, no nome de todos os outros que, se tivessemos tempo, voltariamos as nossas casas montados em nossas motos pois ha uma infinidade de rotas ainda a percorrer.
Beijo a todos.
Ricardo Lugris.

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Alcuni di questi motociclisti hanno partecipato poi al viaggio motociclistico in Romania, altri hanno attraversato Spagna, Marocco, Mauritania e Senagal per arrivare a Dakar altri ancora si stanno preparando ad un viaggio intorno al Mediterraneo. Romania

mappa Long Way East (loading...), cosa fare e cosa vedere - Long Way East
Long Way East, cosa fare e cosa vedere
 

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17 viaggiatori e 11 robuste moto BMW per un avventuroso viaggio verso Est battezzato Long Way East che attraversa Grecia, Turchia, Iran, Turkmenistan e Uzbekistan; tecnologie GPS per mostrare su questo sito i progressi giornalieri del viaggio e i commenti dei partecipanti. I motori si sono accesi ad Asti il 17 aprile 2008 e hanno rombato fino al 2 maggio a Taskent in Uzbekistan. Su questo sito abbiamo seguito giorno per giorno il gruppo di avventurosi con le loro BMW e al loro ritorno abbiamo inserito le loro foto di viaggio.

Durante il viaggio abbiamo avuto circa 500 visitatori fra amici, parenti, colleghi e curiosi che hanno virtualmente viaggiato sul sellino posteriore delle loro BMW.

E' ora possibile scaricare una proiezione delle migliori foto fatte durante il viaggio (250 foto compresse su 37Mb) e anche uno Screen Saver di visi turkmeni (10Mb) da far girare sul proprio PC.

Qui sotto ci sono i Commenti e il Diario Giornaliero di Viaggio compilato con gli sms arrivati al sito durante il viaggio.

Il dettagliato racconto di Carlo

22 aprile 2008, martedì. TUTTI A TEHRAN.
Sono quasi le cinque e mezza del pomeriggio quando il gruppo dei motociclisti entra nella sterminata capitale della Repubblica Islamica dell'Iran. Li accogliamo, Bernard ed io, con i nostri inseparabili Nazi e Mahmoud, su un lato della spianata che ospita il grande Arco Trionfale - la Torre Azadi -, porta di ingresso della città, tra la curiosità della gente, che non è solita vedere moto di tale cilindrata sulle proprie, trafficatissime, strade.
[...]

23 aprile, mercoledì. VERSO MASHHAD.
La sveglia di buon mattino è il preludio ad una tappa lunghissima - alla fine saranno 930 chilometri - che inizia con l'uscita da Teheran: un incubo!
[...]

24 aprile, giovedì. MASHHAD.
In questa che è la città santa per gli sciiti, oggi facciamo i turisti, con l'organizzazione di Nazi e Mahmoud, che ci fanno trovare un bus a disposizione, quando, intorno alle 10, rinfrancati da un sonno ristoratore, siamo pronti a visitare Mashhad.
[...]

25 aprile, venerdì. DALL'IRAN AL TURKMENISTAN.
Con l'avvicinarsi della frontiera si fanno più frequenti i posti di blocco, senza peraltro incontrare grossi ostacoli, finché, in un grosso paesone, appena imboccata la strada che ci porta a Bajgiran, valico verso il Turkmenistan, ci fermano e ci trattengono - in un'area per picnic, per motivi di sicurezza, ci dicono - , in attesa di poter disporre di un documento più leggibile di quello in nostro possesso.
[...]

26 aprile, sabato. I DUBBI DI ASHGABAT.
La luce del giorno ci mostra Ashgabat, che significa città dell'amore, nella sua magnificenza. Palazzi in marmo bianco con i tetti rossicci e le minuscole finestrelle sembrano costruite con mattoncini Lego, gli edifici pubblici, anch'essi in marmo bianco, sono dotati di ampi colonnati e di cupole dorate, fontane zampillano ad ogni angolo, statue dorate del defunto presidente Niyazov - un megalomane tra le cui opere va ricordato il cambio dei nome di giorni e mesi del calendario in nomi di membri della sua famiglia e dell'epica turkmena - e statue bronzee a rappresentare antichi guerrieri .
[...]

27 aprile, domenica. DESERTO DEL KARAKUM.
La giornata inizia all'alba, alle 5,45 usciamo da Ashgabat per affrontare il grosso punto interrogativo del deserto del Karakum: ce la faremo ad attraversare i quasi seicento chilometri che ci separano dalla frontiera con l'Uzbekistan, alla quale dobbiamo arrivare prima che chiuda, alle sei di sera?
[...]

28 aprile, lunedì. KHIVA.
La notte ha suggerito ad alcuni del gruppo di mantener fede al programma iniziale, che prevedeva per oggi una puntata verso quel che resta del mar d'Aral, un tempo quarto lago più vasto della terra e fonte di benessere per la regione, ora ridotto nelle sue dimensioni da una dissennata pianificazione che i sovietici imposero negli anni '60-'80, per favorire la produzione di cotone.
[...]

29 aprile, martedì. A BUKHARA.
E' stato deciso, disattendendo i suggerimenti della guida, di partire intorno alle dieci, quindi ne approfitto per un breve ulteriore giro per la città, che a quest'ora è pressoché deserta.
[...]

30 aprile, mercoledì. ACQUISTI E INCONTRI A BUKHARA.
Bukhara è, al pari di Khiva e di Samarcanda, tra i siti che l'Unesco ha dichiarato Patrimonio Mondiale.
Vecchia di duemila anni, ha mantenuto quasi intatto il tessuto urbano, all'interno del quale moschee e madrasse, minareti e mausolei convivono con le abitazioni private e le strutture alberghiere.
[...]

1 maggio, giovedì. SAMARCANDA!
Nella notte un incendio in una vicina banca non disturba il sonno, alle sette e mezza siamo pronti a partire, la meta agognata è prossima.
Qualche chilometro fuori Bukhara raggiungiamo il nostro eroe, il ciclista georgiano, alle prese con raffiche di vento che ne rallentano l'andatura e accentuano la fatica; ci fermiamo, le ultime foto con lui e poi il definitivo congedo, pacche sulle spalle e un briciolo di invidia.
[...]

2 maggio, venerdì. ADDIO A SAMARCANDA!
La mattinata è dedicata a vedere le ultime bellezze della città, la moschea di Bibi Khanym, la moglie di Tamerlano, al cui atteggiamento sconveniente - un bacio su una guancia ricevuto da un uomo diverso dal marito - si deve, secondo la leggenda, l'imposizione del velo nel mondo islamico. Tra parentesi, si dice che la sorte dell'uomo protagonista della vicenda galeotta fu ben peggiore: pagò la sua sfrontatezza con la vita.
[...]

3 maggio, sabato. FINE!
E' l'ultimo giorno in Uzbekistan, si formano due gruppi, i guidatori si occupano delle moto, che verranno portate in aeroporto, Bernard ed io, in compagnia delle signore, ci dedichiamo alla visita della città.
[...]

Carlo ha descritto anche un bel tragitto nei grandi parchi della Tanzania.

DIARIO DI VIAGGIO COLLETTIVO (Gli SMS giornalieri)

17 aprile 2008
Oggi si parte e diamo aria hai nostri Boxer. E' tutto pronto: visti, prenotazioni alberghiere, traghetto, bagagli ed aereo per il ritorno.
[...]

18 aprile 2008
- 18,04: Alessandropoli: Percorsi km 670. La Grecia è veramente larga, non finiva mai... Siamo a pochi km dalla Turchia, domani attraverseremo il ponte sul sul Bosforo, entreremo in Asia e sarà tutta un'altra storia. (Pippo)
[...]

19 aprile 2008
- 09,12: Siamo al confine Turco con qualche problemino tecnico. (Pippo)
[...]

20 aprile 2008
- 21,00: Giornata splendida, partiti da Ankara abbiamo fatto 868 Km quasi tutti di strada normale ma bella, viaggiando in buona parte su un altopiano con quote tra 1.100 e 2.200 m.
[...]

21 aprile 2008
- 22,00: Finalmente arrivati al confine iraniano.
[...]

23 aprile 2008
Oggi gita scolastica da 930 km tra Teheran e Mashhad.
[...]

24 aprile 2008
Oggi i bolidi hanno riposato e anche i nostri sederi.
[...]

25 aprile 2008
Pomeriggio: Trasferimento Mashhad-Asghabad dopo 6 ore di dogana per entrare in Turkmenistan; l'ingresso in città ci cattura come se vivessimo una fiaba.
[...]

26 aprile 2008
Meraviglia, stupore, molta pulizia! Forse ... pazzia! Impossibile spiegare, bisogna vivere Ashgabat!
[...]

27 aprile 2008
Magnifici, fantastici 500 km di strada impossibile.
[...]

28 aprile 2008
Sera: tutto OK, dopo 560 km di deserto siamo finalmente arrivati a Nukus, città fantasma (che schifo) poi lago d'Aral
[...]

29 aprile 2008
Mattina: visita della città di Khiva, un bellissimo museo a cielo aperto. Da perdersi nelle fotografie.
[...]

30 aprile 2008
Oggi è stata una giornata un po' complicata. Iniziata nella bellissima Khiva con vestigia storiche molto interessanti, partiti alle 10 per Bukhara, e con 'soli' 450 km da fare saremmo dovuti giungere alle 16.
[...]

2 maggio 2008
Oggi visita a Samarcanda: molto bella ma anche molto piena di turisti.
[...]

3 maggio 2008
Mattino: Taskent - stiamo preparando le moto in aeroporto per la spedizione a casa.
[...]



COMMENTI DI VIAGGIO

Impressions about a great motorcycle trip to Central Asia. (By Ricardo Lugris)
It was, no doubt, one of the most psychologically and physically demanding motorcycle trips I ever made. At the same time, surprisingly, one of the most intense and fascinating.
One of the places that impressed me the most, was Iran where we have been for 4 days. A sweet, warm and hospitable people who is enduring, sometimes without realizing it, from a hard and oppressive regime which uses religion as an instrument of domination and opium.

Another extraordinary place is Turkmenistan. With 80% of its territory covered by deserts and half of the world natural gas reserves, the recently deceased dictator has made construct a completely new capital, Ashgabat. A mix between Las Vegas and Disneyland, completely mad!!! Palaces all over the place completely covered by white marble with golden statues of him that turn following the movement of earth to be always facing the sun. This guy was so creative that he changed all the names of the calendar months and for the month of April he gave the name of his mother....
In Turkmenistan we crossed the Karakum desert, one of the world driest and hottest. We faced 550 km of distance in one day where we have taken 3.5 hs to ride the first 300 km and 12 hs to ride the remaining 250!!! The road had simply disappeared, the desert took over.
In one of these places where the sand invaded the road, I was taken by surprise. Standing up in the bike at about 70km/h as the surface was quite hard the sand made me slide and both GS and myself were sent flying. More spectacular than dangerous, we both landed in the sand with no damage for motorcycle or owner. From the 11 bikes, 7 have been dropped that day, without any harm to anyone.

We have had a lot of problems with the Iranian Police as the biggest bike riding there is the Honda CG 125 so, no motorcycles allowed in highways. Besides, we would be noisy and called a lot the attention, something unacceptable on a country where the mood must be sober and discreet.

In Turkmenistan the police has controlled our movements since the first until the last moment. Literally up to the barrier of the border. Kind and helpful, they were there all the time.

Uzbekstan was very funny about the police: they would stop us just to enjoy the big bikes; they would happily take fotos and take our time as well.
The border crossings were painful and time consuming. Often more than 6 hs. These are hermetic borders. People here does not usually cross to visit the other country. Good policy is always talk bad about the neighbour. Only mad guys like us would cross to the other side, frequently at the very last minute as the long sectors would bring us there only at the end of the day.

At this stage, you should clearly be asking yourself why then travelling in those places? When Sir Hillary was asked why he wanted to climb the Everest, his answer was: Because it is there. These countries with unique millenary cultures have been the path of mongols, turks, chineses, greeks, persians, russians, etc. All of them, somehow have left their traces:
- how not be touched by the magnificent view of the Mount Ararat with his snowed cap at 5000 m.?
- how feel indifferent to the desolated beauty of hundreds of km of deserts where the only living things where placid camels, turtles and motorcyclists on the road;
- how not feel touched by the 2500 years of Khiva, or the 2760 years of Samarkand?
- how do not feel the presence of Alexander the Great and Charles Magne that travelled these same roads?
- not to mention the smiles and happiness of adults and children greeting us everywhere we passed.

Be sure, all the 8000 km were enjoyed meter by meter. The 11 beamers (BMW) had had a great reliable performance. The team of expert bikers was united, cordial and very good company during all the days we have been together. Friendship ties are forever established. Surely, a journey to remember.

Today, we are in Tashkent, our final destination, preparing the motorcycles to be sent home by plane. The ambience of the group is a bit nostalgic, I am sure that any one of us, having the time available, would gladly ride back home but, of course, using a different itinerary. There is always a lot more to see.
Thanks to all for the opportunity. I am a happy man today and up to the next motorcycle trip. (Ricardo Lugris

Retour à l'Ouest ! (Bernard)
[...]

Ritorno dal viaggio. (Rosy)
[...]

Ricordi di viaggio. (Albano)
[...]

Commento di Claudio
[...]

Commento di Mago e Fata
[...]

Comentarios sobre a viagem à Asia Central. (Ricardo Lugris)
Foi, sem divida, uma das viagens mais exigentes psicologicamente e fisicamente que ja fiz.
Ao mesmo tempo, foi uma das mais fascinantes e intensas.
Um dos lugares que mais me impressionaram e onde estivemos 4 dias, foi o Iran. Um povo amavel e acolhedor que esta sofrendo, muitas vezes sem se dar conta, com um regime opressivo que utiliza a religiao como instrumento de dominacao e opio....
Outo lugar extraordinario, é o Turkmenistao, com 80% de seu territorio em deserto e com metade das reservas mundiais de gas, seu ditador fez construir a capital, Asghabat em meio à nada, um misto de Las Vegas c/ Disneylandia, uma loucura! Palacios e palacios em marmore. Estatuas dele em ouro que giram seguindo o movimento da terra, sempre orientados para o sol.
No Turkmenistan cruzamos o deserto Karakoum, um dos mais quentes do mundo.
Forram 550 km onde os 300 primeiros, percorremos em 3,5 hs e os 250 restantes, em 12 hs!
A estrada simplesmente acabou, o deserto tomou conta.
Foi num desses lugares, onde a areia invadia a estrada (ou o que restava dela) que eu fui pego de surpresa com uma grande lingua de areia sobre a estrada diante de mim e fui ao chao. Estava em pé em função da ma superficie da estrada, a uns 70 km/h.
A moto derrapou e eu fui lançado a uma boa distancia. Fortunadamente, tanto eu quanto a moto aterrizamos na areia. Sem dano para nenhom dos dois. A queda foi mais espetacular do que perigosa.
Das 11 motos, so duas não foram ao chao ao longo da travessia do Karakoum.
Tivemos muito problema com a policia no Iran. A maior moto que circula no pais é a nossa bem conhecida Honda CG 125, portanto, motos não sao permitidas em autoestradas. Alem do mais, somos um grupo grande que chama a atencao, algo considerado inadmissivel nesse regime de costumes medievais.
No Turkmenistan, um dos paises, junto com a Coreia do Norte de maior controle e repressao, fomos sempre seguidos, ou precedidos de uma viatura de policia. Gentis, porem, presentes.
As passagens em fronteira foram loingas e trabalhosas. Não sao paises que se relacionam. Sao fronteiras hermeticas que só malucos, como nos, ousam atravessar.
Melhoravamos um pouco o tempo molhando a mao dos agentes com 'verdinhas'.
Nesta altura voces devem estar se perguntando: Qual a razao de ir, entao, para esses lugares?
Quando perguntaram a Sir Hillary por que ele tinha escalado o Evereste, ele disse? Porque estava ali.
Estes paises dao donos de culturas unicas, milenaters. Nada substitui a emoçao de chegar diante do monte Ararat, na fronteira entre a Turquia e a Armenia, seus 5000 metros nevados, onde Noé teria atracado sua arca apos o diluvio....
Nada é comparavel aos 2500 anos da cidade de Khiva. Os 2760 anos de Samarkand.
Nada substitui a hospitalidade e alegria com que somos recebidos onde quer que chegamos.
A beleza selvagem e desolada do deserto. O misterio e a sabedoria nas Mesquitas.
A beleza na mistura milenar de raças, turcos, russos, mongois, chineses, persas, todos cruzaram estas paragens.
Percorremos estradas que foram muito antes percorridas por Alexandre o Grande e Carlos Magno.
Os 8000 km desta viagem foram apreciados e vividos a cada metro.
As 11 BMW portaram-se bem e o grupo de companheiros, sempre com o melhir espirito de equipe e solidariedade fez deste percurso uma grande viagem a recordar.
Hoje estamos em Tashkent, capital do Uzbekistan onde terminamos nosso periplo.
Estamos preparando as motos para leva-las ao aeroporto onde esperamos embarca-las de volta para casa.
Pelo ambiente de nostalgia no grupo, posso afirmar, em meu nome e, no nome de todos os outros que, se tivessemos tempo, voltariamos as nossas casas montados em nossas motos pois ha uma infinidade de rotas ainda a percorrer.
Beijo a todos.
Ricardo Lugris.

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Alcuni di questi motociclisti hanno partecipato poi al viaggio motociclistico in Romania, altri hanno attraversato Spagna, Marocco, Mauritania e Senagal per arrivare a Dakar altri ancora si stanno preparando ad un viaggio intorno al Mediterraneo. Romania

punti di interesse

Long Way East

Asti
17/4/08 - Formazione del gruppo: giornata grigia ma morale alle stelle.

Igoumenitsa: sbarco
17/4/08 - Sbarco del gruppo e delle BMW partiti da Ancona. Igoumenitsa è un importante crocevia delle rotte che collegano l'Italia alla Grecia.  [photo: Pippo Mettone]

Igoumenitsa: sbarco
Pippo e Mariella sulla loro fiammante BMW gialla in attesa del gruppo che si sta preparando per raggiungere Samarcanda attraversando Grecia, Turchia, Iran e Turkmenistan.  [photo: Claudio Giacosa]

Confine Grecia-Turchia
Gruppo e BMW in perfetta posa fotografica prima di entrare in Turchia.  [photo: Rosalba La Martina]

Bosforo
Il Bosforo unisce il Mar Nero al Mare di Marmara e segna, con lo stretto dei Dardanelli, il confine meridionale tra l'Asia e l'Europa. Sulla sponda europea, attorno al porto naturale detto Corno d'Oro si è sviluppata la città di Istanbul, l'antica Costantinopoli.

Turchia centrale: paesaggio
Lunghe strisce d'asfalto e grandi pianure verdi all'ingresso in Turchia. Qui immortalato anche lo specchietto retrovisore della BMW di Claudio.  [photo: Claudio Giacosa]

Turchia centrale: paesaggio
La grandi pianure e le montagne della Turchia centrale nella lunga strada che salendo in quota ci porterà al monte Ararat.  [photo: Ricardo Lugris Nunez]

Kizildag pass
Alberi dai colori autunnali nel centro della Turchia sulla lunga strada che ci porterà in Iran.  [photo: Rosalba La Martina]

Kizildag pass
Neve sopra i 2.000 m. nel freddo clima della Turchia centrale che attraversiamo con le nostre BMW per raggiungere l'Iran.  [photo: Rosalba La Martina]

Erzincan: paesaggio
Il bel paesaggio che stiamo attraversando nella Turchia centrale.  [photo: Pippo Mettone]

Erzincan: moschea
Erzinkan (Turchia) fu devastata da un terribile terremoto nel 1939.  [photo: Pippo Mettone]

Eleskirt
Ariosa cittadina nella Turchia orientale.  [photo: Rosalba La Martina]

Eleskirt
Non passiamo certo innosservati con 11 BMW nella tranquilla via principale di questa cittadina nella Turchia orientale.  [photo: Rosalba La Martina]

Eleskirt: paesaggio
Foto ricordo degli ariosi paesaggi della Turchia orientale.  [photo: Ricardo Lugris Nunez]

Eleskirt: paesaggio
Strade larghe e poco trafficate con bei panorami da godere con le nostre BMW.  [photo: Mario Masoero]

Monte Ararat
Vista del monte Ararat (5.165 m.) dalla strada che dalla Turchia orientale ci porta in Iran.  [photo: Rosalba La Martina]

Monte Ararat
Sosta contemplativa del monte Ararat e di riposo sia per noi che per le nostre BMW nella parte finale del nostro tragitto turco.  [photo: Ricardo Lugris Nunez]

Turchia: paesaggio con moto
BMW con paesaggio...  [photo: Brunò Sureau]

Dogubeyazit: palazzo Ishak Pasha
Bella sorpresa nella parte finale del tragitto che dalla Turchia ci porterà in Iran: lo splendido palazzo ottomano di Ishak Pasa.  [photo: Brunò Sureau]

Dogubeyazit: palazzo Ishak Pasha
Splendido esempio dell'architettura ottomana. Iniziato nel 1685 da Colak Abdi Pasha e terminato dal nipote Ishak (Isacco) Pasha nel 1784.  [photo: Ricardo Lugris Nunez]

Confine Turchia-Iran
Ingresso in Iran sotto il severo sguardo degli ayatollah...

Confine Turchia-Iran
Foto di gruppo al confine fra Turchia e Iran.  [photo: Pippo Mettone]

Teheran: piazza Azadi
Brunò, Claudio, Carlina e ancora Claudio.  [photo: Bernard Sautereau]

Theran: traffico e moto
Difficile tenere unite 11 BMW nel traffico caotico di Teheran.  [photo: Bernard Sautereau]

Teheran: Brunò e . . .
A Teheran si trovano taxi per signore.  [photo: Giuseppe Palamara]

Teheran: Sarò breve . . .
Ricco pranzo in un hotel nel centro di Teheran.  [photo: Bernard Sautereau]

Damghan: paesaggio
Paesaggio nel nord dell'Iran.  [photo: Ricardo Lugris Nunez]

On the road
Strada poco trafficata nel nord dell'Iran verso il confine col Turkmenistan.  [photo: Nazi & Mahmoud]

Meyandasht: vicinanze
Avvicinamento ad un caravanserraglio nell'estremo nord dell'Iran.  [photo: Brunò Sureau]

Meyandasht: caravanserraglio
Tutte le nostre BMW schierate in bell'ordine di fronte al muro di cinta del caravanserraglio di Meyandasht.  [photo: Pippo Mettone]

Meyandasht: caravanserraglio
Zona non molto praticata dal turismo nel nord dell'Iran.  [photo: Bernard Sautereau]

Meyandasht: caravanserraglio
Foto artistiche di Brunò nel caravanserraglio di Meyandasht nel nord dell'Iran.  [photo: Bernard Sautereau]

Mashhad: bazar
Ultima grande città nel nord dell'Iran. Qui si possono trovare i famosi turchesi di Mashhad. [...]  [photo: Pippo Mettone]

Mashhad: bazar
Un grande bazar nel centro della città di Mashhad nel nord dell'Iran vicino al confine col Turkmenistan.  [photo: Ricardo Lugris Nunez]

Mashhad: bazar
Paese che vai . . . manichini che trovi . . . [...]  [photo: Claudio Giacosa]

Mashhad: hotel Pars
Quando i conti non tornano . . .  [photo: Bernard Sautereau]

Mashhad: angolo di strada
Aspettando . . .  [photo: Rosalba La Martina]

Mashhad: essicatoio volante
 [photo: Claudio Giacosa]

Mashhad: motorino
Motocicletta . . . 20 HP . . . è tua se dici sììì . . . (L.Battisti)  [photo: Ricardo Lugris Nunez]

Emam Qoli: paesaggio
Stiamo lasciando l'Iran per entrare in Turkmenistan.  [photo: Claudio Giacosa]

Bajgiran: vicino al confine
Pronti per una nuova partenza in sella alle nostre BMW da un hotel nei pressi del confine Iran-Turkmenistan  [photo: Bernard Sautereau]

Baigiran: paesaggio
Le prime strade e il paesaggio del Turkmenistan si presentano molto interessanti. Con le nostre BMW siamo gli unici viaggiatori di queste larghe strade.  [photo: Claudio Giacosa]

Ashgabat: ingresso
Il primo incredibile impatto con il Turkmenistan è l'incredibile città di Ashgabat: pulitissima, luminosissima, strade larghissime e ... deserte!  [photo: Claudio Giacosa]

Ashgabat: centro
Qui in Turkmenistan l'incredibile città di Ashgabat è ricchissima di piazze e monumenti di grandi dimensioni.  [photo: Bernard Sautereau]

Ashgabat: centro
In fondo il palazzo Rukhiyet.  [photo: Brunò Sureau]

Ashgabat: centro
L'ex leader comunista, e ora presidente a vita del Turkmenistan, Saparmurat Niyazov, sembra amare molto i monumenti . . .  [photo: Pippo Mettone]

Ashgabat: centro
Il centro monumentale di Ashgabat: la capitale e la città più popolosa (604.700 abitanti nel 1999) del Turkmenistan. Sulla sinistra il Turkmenbashi Palace.  [photo: Pippo Mettone]

Ashgabat: moschea Ertogrul Gazi
Ertogrul 'Gazi' il Vincitore (1198 - 1281) è stato il fondatore dell'Impero Ottomano.  [photo: Pippo Mettone]

Ashgabat: moschea Ertogrul Gazi
Ertogrul 'Gazi' il Vincitore (1198 - 1281) è stato il fondatore dell'Impero Ottomano.  [photo: Bernard Sautereau]

Ashgabat: moschea Ertogrul Gazi
 [photo: Bernard Sautereau]

Ashgabat: terremoto
 [photo: Brunò Sureau]

Ashgabat: Arco della Neutralità
Ashgabat: Arco della Neutralità dell'Uzbekistan. Completato nel 1998. In cima c'è la statua del presidente a vita Saparmurat Niyazov che gira per 360 gradi nelle 24 ore per avere sempre il viso rivolto al sole.  [photo: Mario Masoero]

Ashgabat: palazzi
 [photo: Brunò Sureau]

Ashgabat: matrimonio
Matrimonio nella modernissima Ashgabat  [photo: Rosalba La Martina]

Ashgabat: matrimonio
 [photo: Rosalba La Martina]

Ashgabat
La modernissima Ashgabat.  [photo: Rosalba La Martina]

Ashgabat: bus stop
 [photo: Mario Masoero]

Ashgabat: bazar di Tolkuchka
 [photo: Pippo Mettone]

Ashgabat: bazar di Tolkuchka
 [photo: Pippo Mettone]

Ashgabat: bazar di Tolkuchka
Una specializzazione del mercato di Tolkuchka sono i tappeti.  [photo: Pippo Mettone]

Ashgabat: bazar di Tolkuchka
Il bazar Tolkuchka si tiene ogni domenica alla periferia della capitale, si stende su alcune migliaia di metri quadri di deserto ed è uno dei maggiori mercati di tutta l'Asia centrale.  [photo: Pippo Mettone]

Ashgabat: bazar di Tolkuchka
Visi turkmeni  [photo: Bernard Sautereau]

Ashgabat: bazar di Tolkuchka
 [photo: Claudio Giacosa]

Ashgabat: bazar di Tolkuchka
Visi turkmeni  [photo: Claudio Giacosa]

Ashgabat: bazar di Tolkuchka
Visi turkmeni  [photo: Claudio Giacosa]

Ashgabat: bazar di Tolkuchka
 [photo: Claudio Giacosa]

Ashgabat: bazar di Tolkuchka
 [photo: Pippo Mettone]

Ashgabat: bus per i dintorni
In torpedone per andare da Ashgabat al mercato di Tolkuchka e poi a Niza, la capitale dell'impero dei parti 2.300 anni fa.  [photo: Bernard Sautereau]

Nisa: capitale dei parti
Nisa (Parthaunisa): capitale dell'impero dei parti oltre 2300 anni fa. Fu una florida città con un palazzo reale protetto da 43 torri, diversi templi e una vivace attività commerciale. Nel XII secolo fu assediata dai mongoli che la rasero al suolo.  [photo: Brunò Sureau]

Nisa: capitale dei parti
 [photo: Brunò Sureau]

Nisa: capitale dei parti
 [photo: Brunò Sureau]

Karakum: sosta nel deserto
Breve sosta nel deserto del Karakum.  [photo: Bernard Sautereau]

Karakum: sosta nel deserto
Breve sosta nel deserto del Karakum.  [photo: Bernard Sautereau]

Karakum: motociclo
Motocicletta iraniana nel deserto

Karakum: in moto
 [photo: Claudio Giacosa]

Karakum: cammello
 [photo: Claudio Giacosa]

Karakum: cammello
 [photo: Claudio Giacosa]

Karakum: il pieno
 [photo: Rosalba La Martina]

Karakum: un pieno di coca
 [photo: Claudio Giacosa]

Karakum: nella polvere del deserto
 [photo: Brunò Sureau]

Karakum: incontri
Incontri nel deserto del Karakoum  [photo: Rosalba La Martina]

Karakum: scivolate
Scivolata nella sabbia del deserto del Karakoum  [photo: Rosalba La Martina]

Karakum: incontri
 [photo: Ricardo Lugris Nunez]

Karakum: caduta
 [photo: Claudio Giacosa]

Karakum: polizia
 [photo: Brunò Sureau]

Kunya Urgench
È il luogo dell'antica Urgench, con le rovine del XII secolo (ancora non scavate) della capitale del regno di Khwarezm.  [photo: Brunò Sureau]

Kunya Urgench
Urgench era una delle più grandi città sulla via della seta. Fra il XII e il XIII secolo la sua popolazione superò per fama e numero tutte le città centro-asiatiche tranne Bukhara. Nel 1221 Genghis Khan la rase al suolo.  [photo: Brunò Sureau]

Muynak: rifornimento
 [photo: Bernard Sautereau]

Muynak: rifornimento
 [photo: Bernard Sautereau]

Muynak: lago d'Aral
Il lago d'Aral è vittima di quello che Al Gore ha definito come il più grave disastro ambientale nella storia dell'umanità. Dal 1960 è diminuito del 75% a causa del piano di coltura intensiva voluto dal regime sovietico nel dopoguerra.  [photo: Pippo Mettone]

Muynak
L'ingresso alla città che porta i segni della tragedia del Lago d'Aral. In passato era un importante porto di pesca, oggi si trova a 150 km dall'acqua.  [photo: Pippo Mettone]

Muynak
Le pose impossibili . . .  [photo: Bernard Sautereau]

Muynak: le barche
Il dream team dei motociclisti che hanno raggiunto Muynak.  [photo: Brunò Sureau]

Muynak
 [photo: Brunò Sureau]

Khiva: ingresso
 [photo: Ricardo Lugris Nunez]

Khiva: le mura
 [photo: Giuseppe Palamara]

Khiva: le mura
 [photo: Mario Masoero]

Khiva
Khiva, la storica Khorasam, antica e importante capitale della Khwarezmia e del khanato di Khiva.  [photo: Pippo Mettone]

Khiva
Già nel VIII secolo Khiva era una piccola fortezza e stazione commerciale sulla Via della Seta.  [photo: Pippo Mettone]

Khiva: fili e antenne
 [photo: Brunò Sureau]

Khiva: strade secondarie
 [photo: Brunò Sureau]

Kiwa senza turisti
 [photo: Brunò Sureau]

Khiva
 [photo: Pippo Mettone]

Khiva: cortile
 [photo: Pippo Mettone]

Khiva: telaio
 [photo: Pippo Mettone]

Khiva: interno moschea
 [photo: Pippo Mettone]

Khiva: interno della moschea Juma
 [photo: Bernard Sautereau]

Khiva: colonna
 [photo: Bernard Sautereau]

Khiva
 [photo: Ricardo Lugris Nunez]

Khiva: cappelli
 [photo: Ricardo Lugris Nunez]

Khiva: minareto Islom-Huja
 [photo: Pippo Mettone]

Khiva: minareto Islom-Huja
 [photo: Pippo Mettone]

Khiva: minareto troncato di Kalta Minar
Mohammed Amin Khan volle far costruire verso la metà del XIX secolo il minareto più alto dell'Islam, il Kalta Minar. Il progetto non fu mai completato per il costo ritenuto eccessivo dal suo erede.  [photo: Bernard Sautereau]

Partenza da Khiva
 [photo: Bernard Sautereau]

Khiva: caduta
 [photo: Bernard Sautereau]

Khiva: bus stop
 [photo: Bernard Sautereau]

Verso Bukara: foratura
 [photo: Rosalba La Martina]

Verso Bukara: rettilineo e cunette
 [photo: Claudio Giacosa]

Verso Bukara: sosta
Mariella in sosta all'ombra della moto.  [photo: Giuseppe Palamara]

Verso Bukara: bagni
Cesso anti-atomico d'emergenza. Prendere nota delle coordinate . . . 41.0802, 61.9709  [photo: Giuseppe Palamara]

Verso Bukara: bagni
Servizi nel deserto  [photo: Giuseppe Palamara]

Bukhara: palazzo dell'emiro
 [photo: Rosalba La Martina]

Bukhara: palazzo dell'emiro
Bukhara è stata per secoli una delle più importanti città della Transoxiana islamica, sita a oriente del Khorasan. Durante l'invasione mongola, fu distrutta da Genghis Khan e cadde poi sotto l'influenza di Tamerlano.  [photo: Rosalba La Martina]

Bukhara: moschea Bolo Haouz
Costruita come luogo di riposo nel 1712 per Bibi Khanum, la madre di Abu'l Fayud Khan (1711-47)  [photo: Pippo Mettone]

Bukhara: moschea Bolo Haouz
 [photo: Pippo Mettone]

Bukhara: incontro con Lezhava
Incontro con il mitico georgiano Jumber Lezhava in uno dei suoi straordinari giri ciclistici: arriverà a Pechino ad agosto per le olimpiadi dopo aver attraversato Azerbaijan, Iran, Turkmenistan, Tajikstan, Uzbekstan, Kyrgyzstan e Kazakhstan.  [photo: Pippo Mettone]

Bukhara: Mir-i-Arab
madrasa Mir-i-Arab, 1535-36.  [photo: Pippo Mettone]

Bukhara: tutti al bazar
 [photo: Brunò Sureau]

Bukhara: discussione
 [photo: Mario Masoero]

Bukhara: minareto Kalyan
 [photo: Claudio Giacosa]

Bukhara: minareto Kalyan
XII secolo, in mattoni.  [photo: Giuseppe Palamara]

Bukhara: minareto Kalyan
 [photo: Giuseppe Palamara]

Bukhara: artigiano
Vecchio artigiano nell'antica Bukhara.  [photo: Bernard Sautereau]

Samarcanda: Piazza Registran
La piazza centrale di Samarcanda, circondata da tre madrase: Madrasa Ulugbeg (1417-1420), Madrasa Sir-Dor (1619-1636) e la Madrasa Tilya-Kari (1646-1660); uno dei più significativi insiemi di architettura islamica nel centro Asia.  [photo: Pippo Mettone]

Madrasa Tilya-Kari
Particolare del soffitto della Madrasa Tilya-Kari.  [photo: Pippo Mettone]

Madrasa di Ulugh Beg
Cortile interno della madrasa di Ulugh Beg.  [photo: Pippo Mettone]

Samarcanda: danze
 [photo: Mario Masoero]

Samarcanda: omaggio a Tamerlano
 [photo: Brunò Sureau]

Samarcanda: ai piedi di Tamerlano
 [photo: Bernard Sautereau]

Samarcanda: in moto al mausoleo Gour Emir
L'intero gruppo di motociclisti.  [photo: Pippo Mettone]

Samarcanda: Gour Emir
 [photo: Bernard Sautereau]

Samarcanda: Bibi Khanoum
Riccardo alla moschea di Bibi Khanoum, ovvero Principessa Maggiore, la moglie di Tamerlano.  [photo: Bernard Sautereau]

Fergan: carretto
 [photo: Carlo Ronco]

Gulistan
Ho visto cose che voi uzbeki non potreste mai immaginare . . .  [photo: Rosalba La Martina]

Taskent: viste al parco
 [photo: Carlo Ronco]

Taskent: visi turkmeni
 [photo: Bernard Sautereau]

Taskent: spedizione moto
Preparazione delle moto per la spedizione  [photo: Giuseppe Palamara]